Le Lauree Honoris Causa
 
 
   
   
 
 
 
Giovedì 9 settembre, alle ore 11.00, presso l'Aula Magna del Rettorato (Via Po 17 - Via Verdi 8), il Rettore, Prof. Rinaldo Bertolino, conferisce le seguenti Lauree Honoris Causa:

- in Scienze Internazionali e Diplomatiche, a M.ME VIVIANE REDING; laudatio a cura del Prof. Umberto Morelli.

Motivazione: per il suo attivo impegno per la realizzazione della dimensione Europea nella scuola e nell’Università e per la formazione di cittadini europei consapevoli dei loro diritti e doveri.

M.me Viviane Reding, è nata il 27 aprile 1951 ad Esch-sur Alzette, Lussemburgo, ed ha conseguito il dottorato in scienze umane presso l’Università della Sorbona di Parigi. Dal 1978 al 1999 ha svolto la professione giornalistica e di redattrice capo del "Luxemburger Wort", nonché di Presidente dell’ Unione lussemburghese dei giornalisti. E’ stata inoltre deputata al Parlamento lussemburghese e Presidente della commissione affari sociali dal 1979 al 1989 ed al Parlamento Europeo nel periodo tra il 1989 e il 1999. Da questa data ricopre la prestigiosa carica di Commissario europeo per l’Istruzione, Cultura, Gioventù, Media e Sport.
Come commissaria europea ha seguito in particolare l’attuazione della nuova generazione di programmi Socrates nel campo dell'istruzione e della formazione; l’ individuazione, per la prima volta, di obiettivi comuni ai 15 Stati membri per la riforma dei rispettivi sistemi educativi, con relative priorità (apprendimento delle lingue, padronanza delle nuove tecnologie dell'informazione ecc.) ed elaborazione di criteri di valutazione dei progressi; l’inserimento di obiettivi in materia d'istruzione nel "pacchetto occupazione.
Particolarmente attenta al mondo giovanile, in un dialogo reale e costante con esso, ha favorito inoltre lo sviluppo, la distribuzione e la promozione delle creazioni audiovisive in Europa, studiando modalità innovative per promuovere la circolazione di film in Europa e le norme applicabili ai regimi nazionali in materia di aiuti al settore cinematografico.
Si è applicata poi all’ introduzione di procedure più semplici ed efficienti nel settore del gemellaggio di città.
Nell'ottobre 2001 ha ricevuto la medaglia d'oro della "Fondazione per il merito europeo".


- in Medicina e Chirurgia, al Prof. GAETANO BENEDETTI; laudatio a cura del Prof. Pier Maria Furlan.

Motivazione: per aver saputo esplorare più reconditi aspetti del pensiero umano e trovare la spinta alla guarigione della stessa sofferenza della mente; per aver ampliato i confini della ragione nel buio della malattia, per aver trasmesso alle nuove generazioni l’uso della parola guaritrice.

Gaetano Benedetti, è nato a Catania il 7 Luglio 1920 da famiglia di tradizione scientifica.
Compie gli studi di medicina e neurologia presso l'università della città natale.
L'insoddisfazione per la psichiatria italiana, prima della "rivoluzione di Basaglia", portò Benedetti a progettare di andare all'estero. Fu allora che, dopo la fine della seconda guerra mondiale decise di trasferirsi a Zurigo, dove compì la formazione conseguendo la specializzazione in psichiatria sotto la guida di Manfred Bleuler, con il quale lavorò per dieci anni come professore di psichiatria (1953).
La sua attività terapeutica incominciò a Burgholzli, dove avevano operato anche Eugen Bleuer e Carl Gustav Jung; qui incontrò e imparò a conoscere i pazienti schizofrenici.
Alla fine dell'anno 1961 fu colpito da una grave malattia neurologica che fece spostare, per qualche anno, il fuoco della sua ricerca all'ambito della neurologia, neurofisiologia e neuropsicologia, arrivando a sottolineare l'importanza di quest'ultima con i libri “Sogno, simbolo e linguaggio” e “Neuropsicologia”. Questa malattia gli consigliò di accettare la cattedra di Psichiatria di Francoforte sul Meno.
Prese un'ulteriore specializzazione negli U.S.A. con la guida di N. Rosen dal quale rimase profondamente colpito sia per la capacità di partecipare dell'esperienza dei suoi pazienti e per il coraggio delle sue interpretazioni.
Gli stimoli più importanti provengono dalla conoscenza di Carl Gustav Jung attraverso seminari e colloqui privati e dal quale Benedetti eredita l'ottimismo terapeutico ed il rispetto per il paziente.
Gaetano Benedetti è da annoverarsi tra i pionieri della presa in carico delle patologie psicotiche gravi, soprattutto della schizofrenia, da una prospettiva clinica psicoanalitica ed avvalendosi anche degli apporti offerti dalla psichiatria fenomenologia.
Con Pier Francesco Galli ha contribuito alla creazione del Centro Milanese che oggi si suddivide nella (SPP) "Scuola di Psicoterapia psicoanalitica" e nella (ASP) "Associazione di studi psicoanalitici.
E’ autore di circa 1000 pubblicazioni inerenti vari ambiti della psichiatria, in particolar modo la Schizofrenia, e di più di 20 libri.
L’Università di Basilea lo ha candidato per due anni consecutivi al Premio Nobel per la medicina.
Dal 1959 ha fondato e diretto le collane di psichiatria e di psicologia clinica delle case editrici Feltrinelli e Boringhieri (ora Bollati Boringhieri) che hanno pubblicato la maggior parte dei testi internazionali e nazionali di importanza scientifica nel nostro paese.
Attualmente Gaetano Benedetti vive a Basilea dove continua incessantemente a lavorare come supervisore. L’insegnamento del Prof. Benedetti è stato raccolto da numerose scuole di eccellenza di Università e Istituti di cura, per cui può essere considerato una delle figure più prestigiose della psichiatria e della psicoterapia del XX secolo.


Martedì 7 settembre, alle ore 15.00, presso l'Aula Magna del Rettorato (Via Po 17 - Via Verdi 8), il Rettore, Prof. Rinaldo Bertolino, conferisce le seguenti Lauree Honoris Causa:

- in Medicina e Chirurgia, al Prof. Luigi Luca Cavalli-Sforza; laudatio a cura del Prof. Alberto Piazza.

Motivazione: per aver capito, sperimentato e documentato l’importanza dell’interazione tra geni e cultura nell’evoluzione biologica dell’uomo.

Luigi Luca Cavalli-Sforza, è nato a Genova, ma ha passato alcuni anni della sua vita di studente a Torino, prima al Liceo d'Azeglio; poi alla Facoltà di Medicina e Chirurgia di cui talvolta ama ricordare la figura di Giuseppe Levi, notissimo e influente professore di Anatomia dell’Ateneo torinese. Cavalli-Sforza non si è laureato però a Torino ma a Pavia, nel 1944, in pieno tempo di guerra. Ricercatore all'Istituto Sieroterapico Milanese, dapprima come Assistente dal 1945 al 1948, poi come Direttore di Ricerca in Microbiologia dal 1950 al 1956, ha rapidamente ricoperto tutti i ruoli accademici. La sua esperienza di ricercatore eccezionale ha avuto inizio al Dipartimento di Genetica di Cambridge con un altro ricercatore eccezionale, Sir Ronal Fisher, che a buon diritto può considerarsi il padre della Statistica moderna ed uno dei padri (insieme a Haldane e a Wright) della Genetica Evoluzionistica. Ritornato in Italia, accanto alla sua attività di microbiologo in quell'Istituto Sieroterapico Milanese dove incominciava la sua attività scientifica un altro grande genetista, Ruggero Ceppellini, egli ha insegnato Genetica e Statistica alle Università di Parma e Pavia, per poi diventare Professore di Genetica prima - nel 1960 - nell'Università di Parma e poi dal 1962 al 1970 all'Università di Pavia dove ha anche diretto l'Istituto di Genetica. Dal 1970 si è trasferito alla Stanford University School of Medicine, a Stanford, in California, svolgendo le funzioni di Professore di Genetica, dal 1986 al 1990 anche quelle di Chairman dell' omonimo Dipartimento, e dal 1992 quelle di Professore Emerito in attività.
La sua Ricerca, documentata da oltre 500 pubblicazioni ed 8 libri, ha spaziato nelle direzioni più diverse. Nei primi 15 anni, fino agli anni '60, si è essenzialmente concentrata su argomenti di genetica batterica: tra questi studi, i più noti riguardano il sesso e la ricombinazione in E.Coli, la scoperta del primo ceppo mutante di Coli con un'alta frequenza di ricombinazione e della trasmissione di tipo infettivo della capacità d'incrocio espressa dal fattore F. Ricordo anche i risultati ottenuti nell'analisi genetica della resistenza a farmaci, uno riguarda la resistenza alla streptomicina quale genetic modifier, di mutanti batterici. A partire dagli anni '60, la ricerca scientifica di Cavalli-Sforza si è sempre più focalizzata sulla genetica delle popolazioni umane, campo in cui da anni è considerato autorità indiscussa. Citando rapidamente alcuni temi della sua ricerca, dagli aspetti metodologici per ricostruire la storia delle popolazioni umane dai dati genetici, alla demografia della Val di Parma; dalla consanguineità in Italia ai Pigmei africani; dall'influenza della tecnologia agricola dei Neolitici sulla struttura genetica delle popolazioni alla teoria della trasmissione culturale; dalle ricerche di laboratorio che hanno dimostrato l'identità della proteina Gc con quella che lega la vitamina D a quelle più recenti che usano particolari marcatori del DNA per datare l'origine della nostra specie; ed infine a quell'impegnativo compendio di storia e geografia dei geni umani nel quale si è tentato di correlare la storia dei nostri geni con quella della nostra cultura ed in particolare delle nostre lingue. Tutti questi temi riflettono un' ampiezza di interessi, uno sforzo di comprensione della nostra storia di uomini che non è e non può essere concentrata sulla sola biologia; che non può e non deve prescindere dalla nostra cultura.
Cavalli-Sforza è membro delle più importanti Accademie e Società scientifiche del mondo (in Italia Socio nazionale dell'Accademia dei Lincei, delle altre Accademie sarebbe troppo lungo l' elenco), insignito dei riconoscimenti più ambiti. Molte Università italiane gli hanno conferito Lauree Honoris Causa ma non quella di Torino. Penso che il conferimento da parte della nostra Facoltà gli possa far piacere non solo per gli amici che ha, ma anche perché a Torino, nella nostra Facoltà, ha passato i suoi primi anni di studente.


- in Scienze Biologiche, al Prof. Michael Geoffrey Rosenfeld; laudatio a cura del Prof. Michele De Bortoli.

Motivazione: per i suoi studi di biologia molecolare, che hanno portato un essenziale contributo nella comprensione dei meccanismi fondamentali dell’utilizzo dell’informazione genetica nei processi di sviluppo e mantenimento cellulare e nell’organogenesi.

Michael Geoffrey Rosenfeld, è un biologo molecolare di altissimo valore, che rappresenta un illustre esempio di come l’intelligenza e la conoscenza possano essere ragione primaria della ricerca e della cultura.
Rosenfeld ha ottenuto il bachelor in Biologia nel 1962 presso la Johns Hopkins University (Baltimore, MD, USA) ed il titolo di Dottore in Medicina Interna (M.D.) nel 1966 presso la University of Rochester, School of Medicine, (NY, USA). Dopo avere completato la sua educazione post-dottorale al National Cancer Institute di Bethesda, si è stabilito presso la University of California at San Diego (LaJolla, CA), dove è oggi Investigator del prestigioso Howard Huges Medical Institute e Professore di Medicina e di Biologia presso quella Università ed anche al Salk Institute for Biological Studies. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti scientifici, fra i quali l’Ernst Oppenheimer Young Investigator ed il Fred Conrad Koch Awards. E’ membro dell’ American Academy of Arts and Sciences (1991) e della National Academy of Science (1994).
L’interesse scientifico centrale di Michael Geoffrey Rosenfeld è rappresentato dalle basi genetico-molecolari della diversità cellulare, nell’organizzazione di tessuti ed organi, negli organismi complessi. In particolare, la sua curiosità è rivolta ai meccanismi che permettono di controllare l’utilizzo dell’informazione genetica.
La comparsa di cellule dalle funzioni differenziate da un comune primordio, la morfogenesi e l’omeostasi sono il risultato di una complessa interazione tra il genoma e la percezione dell’esterno da parte delle cellule. Il modello principale degli studi di Rosenfeld sono stati il sistema nervoso ed endocrino nei Vertebrati. Questi sistemi rispondono alle richieste degli organismi via via più complessi, attraverso una complicata rete di segnali molecolari tra cellule ed organi diversi, allo scopo di fornire una risposta integrata agli stimoli esterni ed interni e regolare di conseguenza il corretto utilizzo dei programmi genetici. Rosenfeld ha studiato ed acquisito nuove rilevanti conoscenze nelle strategie molecolari di controllo trascrizionale e post-trascrizionale dell’espressione genica, che portano alla comparsa ed alla proliferazione, durante lo sviluppo, di tipi cellulari distinti nell’ipofisi e nel cervello. Tra i primi straordinari contributi di Rosenfeld vi è la scoperta che un singolo gene può portare a differenti prodotti proteici, con i suoi studi sulla maturazione differenziale dell’RNA messaggero del neuropeptide CGRP, primo esempio di un fenomeno di cui oggi soltanto si apprezza la generale importanza. Le sue più recenti scoperte, riguardanti l’identificazione di nuovi fattori di trascrizione della famiglia PUO-domain e di altre famiglie, i meccanismi molecolari di funzionamento dei recettori steroidei e nucleari, le vie di coordinazione ed integrazione dei diversi segnali di comunicazione cellulare, hanno prodotto nuove conoscenze e nuovi modelli, sia nel campo della organogenesi nei mammiferi, sia nel campo del controllo della trascrizione genica, dove di particolare rilievo sono stati gli studi sulle funzioni dei coattivatori e corepressori trascrizionali.
La biologia moderna ha sempre presentato il problema del difficile equilibrio tra la considerazione dell’organismo in toto e la sottile descrizione delle molecole che lo compongono. Nei suoi studi, Rosenfeld ha saputo combinare gli approcci metodologici più diversi, dall’osservazione embriologica in vivo fino agli studi di strutturistica molecolare, necessari a garantire una descrizione dei fenomeni a diversi livelli. Egli sa cioè superare i diversi riduzionismi, riuscendo a studiare il dettaglio molecolare senza perdere di vista l’organizzazione biologica nella sua dinamica generale.
Gli studi di Geoff Rosenfeld hanno contribuito in modo fondamentale alle conoscenze biologiche e, naturalmente, anche alle applicazioni mediche, con risultati rilevanti in campo neuro-endocrinologico, oncologico e nelle malattie neurodegenerative.


Venerdì 16 luglio, alle ore 15.00, presso l'Aula Magna del Rettorato (Via Po 17 - Via Verdi 8), il Rettore, Prof. Rinaldo Bertolino, conferisce le seguenti Lauree Honoris Causa:

- in Giurisprudenza, al PROF. WALTER LEISNER; laudatio a cura del Prof. Giorgio Lombardi.

Motivazione: interprete autorevole e suggestivo delle trasformazioni del diritto e della società del nostro tempo, ha saputo collegare i grandi temi del diritto costituzionale all’insopprimibile valore della persona umana.

Walter Leisner, professore emerito di diritto costituzionale nell'Università di Erlangen, appartiene a quella ristretta cerchia di professori tedeschi attenti al quadro internazionale.
La sua cultura giuridica non è limitata, come spesso accade, ai soli ambiti usuali degli studiosi tedeschi come la dottrina francese e quella di lingua anglosassone, ma spazia tra la cultura dei paesi latini e quella dei paesi slavi. Un ruolo importante nella sua produzione hanno le frequentazioni culturali del mondo accademico italiano.
Egli ha svolto corsi e seminari in diverse università italiane, compresa quella di Torino e ha tenuto corsi alla fine degli Anni '60 all'Istituto Universitario di Studi Europei di Torino.
Ha pubblicato in Italia raccolte di studi (come Urbanistica e diritto in Europa, a cura di O. Lombardi e F. Pizzetti, nonché nel volume collettaneo Costituzione e giustizia costituzionale nel diritto comparato, a cura di O. Lombardi) e in diverse riviste italiane come tra l'altro la Rivista Trimestrale di Diritto Pubblico diretta da M.S. Oiannini e O. Miele con un importante saggio sul potere estero. Fondamentale e, si può anche dire pionieristico, il volume monografico Grundrechte und Privatrecht del 1962.
La sua produzione scientifica, vasta ed articolata, spazia dai temi classici del diritto costituzionale in rapporto alle forme di stato e alle forme di governo ai valori democratici e ha un'attenzione particolare per i grandi temi nell'ambito europeo.
Egli si esprime, oltreché nella sua lingua materna, in italiano, spagnolo, inglese, francese, russo. Da un punto di vista scientifico, l’ampia produzione del Prof. Dr. Leisner ha insistito, nel corso degli anni, su tre temi principali: il diritto costituzionale e la teoria del diritto; il settore dei funzionari pubblici e, in particolare, l’evoluzione del servizio pubblico; il diritto fondamentale di proprietà e, più in generale, la costituzione economica dello Stato.
Il suo saggio fondamentale, Grundrechte und Privatrecht, München/Berlin, 1960, ha aperto la strada allo studio della „efficacia orizzontale“ dei diritti nei rapporti privati.
In tema di funzionari pubblici ed evoluzione del servizio pubblico molti lavori sono stati raccolti nel volume Beamtentum. Schriften zum Beamtenrecht und zur Entwicklung des öffentlichen Dienst 1968-1991, Berlin, 1995. Un’analoga raccolta di scritti, intitolata Eigentum. Schriften zu Eigentumsgrundrecht und Wirtscheftsverfassung 1970-1996, Berlin, 1998, è incentrata sui profili costituzionali del diritto di proprietà e, più in generale, sullo studio della costituzione economica dello Stato. Da ultimo, estremamente importanti, risultano essere i lavori del Prof. Dr. Leisner pubblicati in lingua italiana e quelli, in lingua tedesca, relativi all’ordinamento italiano.

- in Scienze Statistiche e Attuariali, al PROF. DAVID SCHMEIDLER; laudatio a cura del Prof. Guido Rossi.

Motivazione: per i fondamentali contributi dati alle teorie delle decisioni individuali, all’equilibrio generale e dei giochi cooperativi.

David Schemeidler, è nato a Cracovia nel 1939 e ha conseguito il B. Sc., il M. Sc. e il Ph.D. in Matematica presso la Hebrew University di Gerusalemme. Ha svolto attività di ricerca e di docenza presso la stessa università, quella di Lovanio e la UCLA, Berkley. Dal 1971 è professore presso la Tel-Aviv University, Facoltà di Scienze esatte e Facoltà di Management. Dal 1987 è anche professore part-time presso la Ohio State University ed è stato visiting professor presso numerose università statunitensi. Associate editor o membro degli Editorial Board di Review of Economic Design, International Journal of Game Theory, Games and Economic Behavior, Mathematics of Operations Research, Econometrica, Journal of Mathematical Economics, Journal of Public Economic Theory, Mathematical Social Sciences.
Il prof. Schmeidler è uno dei più grandi studiosi che hanno applicato le metodologie matematiche e statistiche all’economia e alla finanza. Egli ha lasciato una profonda impronta sull’analisi formale delle decisioni individuali, sviluppando due importanti modelli di decisione in contesto di ambiguità e un modello “procedurale” di scelta che mira a coprire la distanza tra i modelli tradizionali di decisione e il comportamento reale dei decisori. Ha poi dato importanti contributi alla teoria dell’equilibrio economico generale, alla soluzione di giochi cooperativi e all’implementazione di equilibri di Nash in economie con informazione asimmetrica.


Martedì 15 giugno, alle ore 15.00, presso l'Aula Magna del Rettorato (Via Po 17 - Via Verdi 8), il Rettore, Prof. Rinaldo Bertolino, conferisce le seguenti Lauree Honoris Causa:

- in Giurisprudenza, al Prof. MAURICE QUENET; laudatio a cura del Prof. Gian Savino Pene Vidari.

Motivazione: per gli studi di storia giuridica e per l’impegno ed i risultati raggiunti nel diritto e nella politica universitaria.

Maurice Quenet, professore di Storia del diritto nella Facoltà di Diritto dell'Università di Parigi II (Panthéon), è attualmente "Recteur de l'Académie de Paris" e "Chancelier des Universités de Paris": la laurea honoris causa a lui conferita può essere anche un significativo riconoscimento del secolare vincolo ideale che lega alla più elevata carica istituzionale universitaria parigina la Facoltà di Giurisprudenza l'Ateneo torinesi, i cui modelli settecenteschi ispirarono la riforma napoleonica dell'insegnamento universitario e delle Académies, una delle quali all'epoca fu appunto quella di Torino.
Il Prof. Maurice Quenet, prima di essere il "Recteur" delle Università parigine, è stato "Recteur dell'Académie de Nantes" (1986-90), di quella di Créteil (1996-98) e di quella di Nizza (1998-2000), alternando bienni in questi alti uffici di politica universitaria e bienni nell'insegnamento della storia giuridica nella più prestigiosa tra le Facoltà giuridiche francesi, quella di Paris II - Panthéon, in cui è ordinario dal 1994, dopo esserlo stato in quelle di Caen (1978-79) e Rennes I (1979-94), ove ha pure ricoperto ulteriori cariche accademiche. Tra il 1983 ed il 1986 è stato distaccato al Ministero della Difesa quale "Directeur général de l'Enseignement des Ecoles de Saint-Cyr Coëtquidan". La Facoltà di Giurisprudenza di Torino nella sua secolare esistenza ha avuto importanti e frequenti contatti con l'ambiente universitario francese, non solo come suo principale punto di riferimento transalpino ma anche per l'insegnamento torinese di giuristi francesi della notorietà di Marruce e di Cujas. In occasione del VI centenario della sua fondazione, la Facoltà intende rendere un significativo omaggio al "Recteur" delle Università parigine tanto nel ricordo del passato quanto nella constatazione di un continuo e proficuo collegamento culturale con l'ambiente francese, di cui Parigi è da secoli l'indubbia capitale.
L'attività scientifica di Maurice Quenet si è svolta, nello studio di argomenti diversi di storia giuridica con un'attenzione particolare verso situazioni di cambiamento di sistema. Nei primi lavori ha messo in rilievo l'organizzazione del sistema corporativo mercantile nel Settecento tra spinte verso il controllo assolutistico è resistenze autonomistiche dell'ambiente commerciale (Le général du commerce de Nantes, Essai sur les institutions corporatives coutumiéres des négociants au XVIIIème siècle, 1974 e Un exemple de consultation dans l'administration au XVIIème siècle, Les Nantes et Leurs députés au conseil de commerce , 1978) ma anche il rilievo del dinamismo commerciale francese ed europeo della fine dell'ancien régime rispetto al dirigismo mercantilista, nonché la problematica dei "porti franchi" nello sviluppo commerciale europeo (Nantes, centre de l'opposition aux projects de port-franc de Saint-Malo , 1980; Solidarités dans les milieux d'affaires des ports français au XVIIIème siècle, 1985).
Un altro importante filone di studi è stato quello dell'analisi del potere politico nei momenti di crisi o affermazione di sistema, dalla rivoluzione francese alla metà del secolo XX (De l'inefficacité des pouvoirs de crise en France de la Révoluton à Vichy, 1979; Le principe de légalité et la répression de la Vandée, 1994; Après le 9 thermidor, les limites du retour en arrière, La difficile éradication de la Terreur, 1997), a cui, si affianca quello sulla storia delle istituzioni giudiziarie nell'ambito di interessi diffusi e comuni in quest'ultimo decennio in Europa per l'organizzazione e lo svolgimento dell'amministrazione della giustizia (Histoire des institutions judiciaires, 1997). Infine l'ultimo ventennio di vita universitaria dedicato alla politica dell'istituzione e dell'Università ha portato a studi e riflessioni sul ruolo del docente e sulla storia delle stesse istituzioni universitarie (Rapport sur l'enseignement de l'histoire du droit dans les facultés de droit français, 1993, L'installation des recteurs napoléoniens: des hommes nouveaux dans des bâtiments anciens 2000; Le rôle du recteur-chancelier en matière d'enseignement supérieur, 2002).

- in Economia, all’Ing. VITTORIO MINCATO; laudatio a cura del Prof. Onorato Castellino.

Motivazione: per avere saputo combinare la conoscenza dei complessi meccanismi dell’economia con la sua traduzione in scelte operative di grande rilievo nella gestione strategica di grandi imprese.

Vittorio Mincato è nato a Torrebelvicino, in provincia di Vicenza, nel 1936, è sposato e padre di tre figlie. Dopo quarant’anni di lavoro passati tutti nel Gruppo, ne ha assunto la guida nel 1998, divenendone Amministratore Delegato, in un contesto economico internazionale che, anche in conseguenza del crollo delle economie asiatiche, era caratterizzato dalla caduta del prezzo del greggio e imponeva alle compagnie petrolifere radicali cambiamenti. Mincato scelse di superare la strategia dello sviluppo per piccoli passi, che aveva contraddistinto l’Eni fin dalla sua costituzione, affrontando il percorso impegnativo dello sviluppo per linee esterne. Il Piano Strategico 2000-2003 varato alla fine del 1999 puntò infatti a una crescita senza precedenti, con due obiettivi fondamentali: concentrare le attività nel core business, ovvero petrolio e gas, e aumentare la produzione di idrocarburi da 1 milione di barili di olio equivalente a 1,5 milioni di barili in quattro anni.
Nel settore del gas naturale il piano strategico del 1999 ha programmato l’ingresso dell’Eni sui mercati europei dove oggi vende circa 30 miliardi di metri cubi di gas, nonché nella generazione di energia elettrica, con una capacità installata che oggi è di oltre 2 mila megawatt e supererà 5 mila megawatt nel 2006, quando entreranno in esercizio le centrali a ciclo combinato attualmente in costruzione.
La carriera di Vittorio Mincato in Eni è iniziata nel 1957 con la qualifica di impiegato tirocinante alla Società tessile Lanerossi, dove è rimasto fino al 1977 divenendone Direttore Amministrativo e Finanziario. Dal 1977 al 1984 ha ricoperto l’incarico di Direttore Amministrativo dell'Eni, nei quattro anni successivi, dal 1984 al 1988, è stato Assistente del Presidente dell'Eni e dal 1989 al 1990 Direttore delle Risorse Umane e dell'Organizzazione dell'Eni. Dal 1990 al 1993 ha guidato la società meccanotessile Savio dove ha ricoperto l’incarico di Presidente e Amministratore Delegato e, nel biennio 1992-1993 è stato anche Presidente di Enichem Agricoltura (fertilizzanti), realizzando la privatizzazione di entrambe le Società. Dal 1993 al 1995 è stato Vice Presidente e Amministratore Delegato dell'Enichem, la caposettore petrolchimica dell’Eni, e dal maggio 1996 al dicembre 1998 ne è stato Presidente, gestendo la ristrutturazione e la privatizzazione di numerosi business.
Nel 2000 è entrato a far parte dei vertici di Confindustria come membro della Giunta e del Direttivo e, dal maggio 2002 al maggio 2004, ha guidato il Centro Studi confindustriale in qualità di Vicepresidente. Mincato è membro del Consiglio Generale e della Giunta Direttiva dell'Assonime e del Comitato Esecutivo dello Iefe, l’Istituto di Economia e Politica dell’Energia e dell’Ambiente dell’Università Bocconi di Milano.
Inoltre, è membro del Consiglio di Amministrazione della "Fondazione Teatro alla Scala", un impegno in cui coniuga l’attività manageriale con la sua grande passione per la musica e il teatro. Il 1° giugno 2002 il Presidente della Repubblica lo ha nominato Cavaliere del Lavoro.
Il Politecnico di Milano gli ha conferito la Laurea ad honorem in Ingegneria gestionale il 14 luglio 2003.

- in Storia, a ENZO BIAGI; laudatio a cura del Prof. Nicola Tranfaglia.

Motivazione: maestro di moralità e di dignità civile, acuto osservatore della storia del XX secolo.

Enzo Biagi è nato il 9 agosto 1920 a Lizzano in Belvedere, in provincia di Bologna. Il padre è aiuto magazziniere di uno zuccherificio. Appena diciottenne inizia la carriera giornalistica lavorando come cronista al resto del Carlino, e diventa professionista a 21 anni, età minima per entrare nell’albo professionale. Protagonista della guerra partigiana entra a Bologna con le truppe di liberazione e annuncia la fine del conflitto dai microfoni del Pwb. Dal 1952 al 1960 dirige a Milano il settimanale Epoca; di questi anni è l’inizio del suo rapporto con la televisione destinato a rafforzarsi e durare nel tempo: entra nella Rai, e nel 1961 diventa direttore del Telegiornale; nel 1962 fonda il primo rotocalco televisivo RT, e nel 1969 cura Dicono di lei, un programma d’interviste a personaggi famosi, alternando al lavoro in televisione l’attività di scrittore di libri e la collaborazione con La Stampa (di cui è inviato per una decina d’anni), la Repubblica, il Corriere della Sera e Panorama, l’Espresso. Le principali trasmissioni televisive sono Proibito, inchiesta di attualità sui fatti della settimana, due grandi cicli di inchieste internazionali, Douce France (1978), Made in England (1980) e una serie di servizi sul traffico d’armi, la mafia ed altri temi di stretta attualità della società italiana. Ideatore e conduttore del primo ciclo di film dossier, nel 1982, e di Questo secolo: 1943 e dintorni, nel 1983, ha conquistato il pubblico anche con numerose altre trasmissioni: 1935 e dintorni, Terza B, facciamo l’appello (1971), Linea diretta (1985, settantasei puntate); nel 1986 presenta le quindici puntate del settimanale giornalistico Spot, nell’’87 e ’88 Il caso (rispettivamente undici e diciotto puntate), nell’89 ancora Linea diretta (cinquantacinque puntate), seguita in autunno da Terre lontane (sette film e sette realtà) e Terre vicine, sui mutamenti dei paesi ex comunisti dell’Est.
Dal 1191 al 2002 Biagi realizza con la Rai un programma televisivo all’anno: I dieci comandamenti all’italiana (1991), Una storia (1992), Tocca a noi, La lunga marcia di Mao (sei puntate sulla Cina), Processo al processo su tangentopoli, Le inchieste di Enzo Biagi. Nel 1995 comincia Il Fatto, programma giornaliero di cinque minuti su avvenimenti e personaggi italiani, che viene ripreso in tutte le stagioni successive senza interruzione fino al 2002. Nel 1998 presenta due nuovi programmi, Fratelli d’Italia e Cara Italia, nel luglio 2000 è la volta del Signore e Signore, del 2001 è invece Giro del mondo, un viaggio tra arte e letteratura: otto puntate con alcuni tra i grandi scrittori del Novecento. Intanto, ogni anno, Biagi ritorna in tv tutte le sere dopo il telegiornale con il Fatto, che ha superato le settecento puntate ed è giunto fino alla nona edizione per essere soppresso nel 2002 in relazione al nuovo indirizzo politico editoriale della Rai. Sia attraverso la sua immensa attività editoriale (dall’immensa bibliografia ai costanti contributi sui giornali che oggi si esprimono soprattutto presso il Corriere della Sera, L’Espresso, Oggi ecc.), sia attraverso la sua capacità di interpretare la realtà italiana con acutezza ed equilibrio di giudizio, sia attraverso lo strumento da lui più praticato delle interviste, sia attraverso i suoi interventi di richiamo garbato ma fermo a un modello superiore di “etica pubblica”, Enzo Biagi non si segnala soltanto oggi come il più illustre giornalista italiano vivente, ma come un maestro di moralità e di dignità civile.


Venerdì 4 giugno, alle ore 15.00, presso l'Aula Magna del Rettorato (Via Po 17 - Via Verdi 8), il Rettore, Prof. Rinaldo Bertolino, conferirà le seguenti Lauree Honoris Causa:

- in Medicina e Chirurgia
, alla PROF.SSA EVA MARIA KOHNER; laudatio a cura del Prof. Massimo Porta.

Motivazione
: per essersi dedicata alla cura dei pazienti affetti da retinopatia diabetica ed alla ricerca dei meccanismi patogenetici alla base di questa complicanza del diabete.

La prof.ssa Eva Maria Kohner, nata a Budapest il 23.2.1929, si è laureata in Medicina (BSc in fisiologia) a Londra (Royal Free Hospital) nel 1956, ottenendo poi lo MS-BS nel 1959 e l’MD nel 1969. I suoi lavori, condotti presso lo Hammersmith Hospital-Royal Postgraduate Medical Schoool di Londra , ne hanno fatto un’autorità di profilo mondiale nel campo della retinopatia diabetica. I suoi contributi originali comprendono:
1. la descrizione della storia naturale di questa complicanza,
2. la partecipazione all’ideazione e all’organizzazione, negli anni ’70, dei primi importanti trial clinici sulle opzioni terapeutiche(British Multicentre Retinopathy),
3. studi sulla patogenesi della retinopatia diabetica, con particolare riferimento ai meccanismi di occlusione dei capillari retinici e delle modificazioni del flusso retinico in corso di diabete,
4. l’organizzazione, insieme ai Proff. Paolo Cavallo Perin e Massimo Porta, nel 1990 del primo European Consensus Meeting on Screening for Sight-Trhreatening Diabetic Retinopathy,
5. gli aspetti più attuali di telemedicina applicata al telescreening della retinopatia diabetica.
Grazie ai suoi meriti clinici e scientifici, la prof. ssa Kohner è stata il primo medico a ricevere la nomina di Consultant in Medical Ophthalmology in Gran Bretagna. Per il suo contributo alla diffusione della terapia fotocoagulativa nel Regno Unito, le fu conferito dalla Regina Elisabetta II il titolo di OBE (Officer of the Brithish Empire). Non ultimi, vanno ricordati i suoi aspetti di profonda umanità. Profuga dopo la seconda guerra mondiale, la prof.ssa Kohner raggiunse la Gran Bretagna dove iniziò a lavorare come infermiera, e come tale ottenne una borsa di studio e poté conseguire la laurea in Medicina. Alcune particolari affinità la legano la Facoltà di Medicina e Chirurgia di Torino:
1. il fatto che il centro di Endocrinochirurgia della nostra Università fosse negli anni ’60 e ’70 fra i pochi al mondo ove si praticasse l’ipofisectomia terapeutica mediante infissione di Ittrio-90,
2. la lunga frequenza del Prof. Porta presso il Centro dello Hammersmith, con il conseguimento del PhD in tema di retinopatia diabetica;
3. la più recente costituzione a Torino del Centro Retinopatia Diabetica, unico in Italia e fra i pochissimi a livello internazionale, nel quale la prevenzione della cecità secondaria al diabete viene attuata anche grazie ai risultati degli studi della Prof.ssa Kohner.


- in Giurisprudenza
, alla PROF.SSA JACQUELINE MORAND DEVILLER; laudatio a cura del Prof. Rosario Ferrara.

Motivazione
: ha compiuto studi fondamentali sulle amministrazioni pubbliche e sul diritto amministrativo, studi di indiscusso prestigio internazionale.
Jacqueline Morand Deviller è attualmente professore ordinario di diritto amministrativo presso l'Università di Paris (Panthéon - Sorbonne). Tra le numerose cariche ricoperte, meritano speciale menzione quella di Direttore di DESS (Diritto del settore pubblico economico), di Condirettore del CERDEAU (Centro Studi e Ricerche sul diritto dell'ambiente, del governo del territorio e dell'urbanistica), di Presidente dell'Associazione internazionale di Diritto urbanistico. Tra le principali pubblicazioni, si segnalano « Cours de droit administratif », più volte ripubblicato (6° edizione, 1999) il « Droit de l'environnement » (4° edizione 1999), il « Cours de droit administratif des biens » (1999) e « La Esthétique et droit de l'urbanisme » (1992). Ha conseguito la laurea presso l’Institut d’Etudes politiques di Parigi con specializzazione in letteratura e teatro. E’ inoltre dottore in diritto e “agrègèe” di diritto pubblico e scienze politiche. Ha ricoperto numerosi incarichi universitari quali:
- Preside onorario della Facoltà di diritto dell’Università di Parigi XII
- Direttrice del DEA “Droit de l’Environnement” (Parigi I)
- Direttrice del “Centre d’études et de recherches en droit de l’environnement, de l’aménagement et de l’urbanisme” (CERDEAU)
- Presidente della Commission de spécialistes de droit public dell’Università Parigi I
- Presidente dell’Associazione francese di Diritto urbanistico (AFDRU) e dell’Associazione internazionale di Diritto urbanistico (AIDRU)
- Membro eletto del Consiglio nazionale delle Università
- Esperto del Ministro dell’Insegnamento superiore e della ricerca
- Consulente tecnico del Gabinetto del Ministro della formazione professionale e del Gabinetto del Ministro dell’ambiente
- Consulente del Presidente dell’Assemblea nazionale (Edgar Faure)
- “Auditor” dell’Institut des Hautes Etudes de la Défense nationale
E’ stata inoltre insignita delle seguenti onorificenze :
- Cavaliere dell’Ordre de la Légion d’honneur
- Cavaliere dell’Ordre du Mérite
- Palmes acadèmiques
Ha partecipato ad incontri scientifici internazionali ed insegnato presso Università straniere Tra gli inviti da parte di Università si segnalano i seguenti:
In Italia (Facoltà di Milano, Pavia, Padova, Messina)
In Tunisia (Facoltà di Tunisi)
In Marocco (Facoltà di Rabat)
In Corea del Sud (Facoltà di Seoul)
In Brasile (Facoltà di Sao Paulo, Rio, Porto Alègre, Curiciba, Bélem, Piraccabia)
In Grecia (Facoltà di Atene e di Tessalonica)
In Argentina (Facoltà di Buenos Aires)
In Romania (Facoltà di Bucarest)
In Canada (Facoltà di di Montréal e del Québec)
In Belgio (Facoltà di Louvain-la-Neuve)
In Egitto (Facoltà de Il Cairo)
In Germania (Facoltà di Regensburg)


- in Chimica Farmaceutica
, al PROF. CORWIN HANSCHL; laudatio a cura del Prof. Alberto Gasco.

Motivazione
: per le sue ricerche che hanno permesso lo sviluppo di nuove metodologie che sono essenziali per la progettazione di farmaci su basi razionali.

Il professor Corwin Hansch è nato il 6 ottobre 1918 a Kenmare, nel North Dakota. Ha frequentato il Lincoln College dal 1936 al 1937, l’ University of Illinois dal 1937 al 1940, la New York University dal 1940 al 1944. E’ stato ricercatore di chimica dall’ottobre 1945 al febbraio 1946, presso l’E.I. du Pont de Nemours Co., Wilmington, Delaware, e presso l’University of Chicago, nell’ambito del Manhattan Project, dal luglio all’ottobre del 1944.
Ha inoltre ricoperto le cariche di Merrell Postdoctoral Fellow presso l’University of Illinois dal gennaio al luglio1944 e Graduate Assistant presso la New York University dal settembre 1940 al gennaio 1944. E’ attualmente professore emerito al Pomona College (California, USA) e membro onorario delle società Sigma Xi e Phi Lambda Upsilon. Dal 1946 ad oggi ha svolto ricerche presso l’Office of Naval Research Burroughs Welcome Company National Science Foundation Smith Kline e la French Research Corporation Merck American Philosophical Society R.J. Reynolds National Institutes of Health duPont.
Il suo lavoro scientifico si inserisce nella classica tradizione di ricerca iniziata da Meyer, Overton e Ferguson, fondata sull’idea che l’attività biologica di un composto è in funzione della sua struttura chimica e quindi dipendente dalle sue proprietà chimico- fisiche.


Venerdì 21 maggio, alle ore 15.00, presso l'Aula Magna del Rettorato (Via Po 17 - Via Verdi 8), il Rettore, Prof. Rinaldo Bertolino, conferirà le seguenti Lauree Honoris Causa:

- in Giurisprudenza
, al PROF. HANS-HEINRICH JESCHECK; laudatio a cura del Prof. Sergio Vinciguerra.

Motivazione
: Alla luce dei contributi dati all’evoluzione post-bellica e postnazista del diritto penale tedesco.

HANS-HEINRICH JESCHECK
,nato il 10 gennaio 1915 a Liegnitz, città della Bassa Slesia, Hans-Heinrich Jescheck fu indirizzato nella scelta degli studi umanistici compiuti al Ginnasio Giovanneo, dove li terminò nel 1933 ed acquisì fra l'altro anche le basi per la conoscenza delle lingue vive che, oltre al tedesco, egli padroneggia: l'inglese, il francese, lo spagnolo e l'italiano. Nel secondo semestre del 1933 iniziò gli studi di diritto a Friburgo che terminò con “lode” nel 1936. L'anno prima aveva presentato all'Università di Tubinga una dissertazione su “La cultura giuridica in Prussia e nel Reich. Passato e presente”, che riscosse il vivo apprezzamento di Eduard Kern, che anni dopo gli avrebbe aperto l'accesso all'Università di Tubinga. Dopo l'esame di dottorato, che superò nell'ottobre del 1937, fu coinvolto per un decennio nella seconda guerra mondiale. Nel giugno 1947 entrò a far parte dell'Amministrazione della Giustizia nel Land del Baden e nel 1949 conseguì l'abilitazione all'insegnamento universitario con una dissertazione su “La responsabilità degli organi dello Stato nel diritto penale internazionale” (Die Verantwortlichkeit der Staatsorgane nach Volkerstrafrecht). Nell'ottobre 1949 ottenne l'insegnamento universitario nella Facoltà giuridica di Tubinga dove tenne lezioni di diritto e procedura penale e seminari insieme con Wilhelm Gallas.
Dal 1952 al 1954 collaborò con il Ministero federale della Giustizia e lo rappresentò nella delegazione tedesca ai colloqui di Parigi. Per tutta la sua durata, dall'aprile 1954 al giugno 1959, fu membro permanente della Grosse Strafrechtskommission, accanto ad alcuni fra i più prestigiosi giuspenalisti tedeschi dell'epoca (Bockelmann, Gallas, Lange, Mezger, Eberhard Schmidt, Welzel, Sieverts). Dopo la morte prematura di Adolf Schönke avvenuta nel 1954, Jescheck venne chiamato a ricoprire la cattedra di diritto penale tedesco e straniero nell'Università di Friburgo, alla quale rimase fedele per il resto della sua vita, rifiutando la chiamata presso altre prestigiose Università tedesche. Succedette a Schönke anche nella direzione dell'Istituto Universitario da questi fondato, che sotto il suo impulso assunse la veste giuridica di una fondazione a cui partecipano con l'Università anche la Repubblica Federale ed il Land Baden-Württemberg. La ricerca e la produzione scientifica di Jescheck si sono svolte in tutti i settori del moderno scibile penalistico: la comparazione, la criminologia (specialmente nei suoi aspetti politico- criminali), la dogmatica, il processo. La sua costruzione dogmatica del reato ha ricevuto compiuta espressione nel Lehrbuch des Strafrechts, allgemeiner Teil, un classico del diritto penale a livello mondiale, in cui domina la realistica constatazione che qualunque dottrina del reato può essere soltanto un progetto provvisorio suscettibile si essere confutato assai presto. L'intensa attività svolta nelle organizzazioni internazionali pubbliche e private che si occupano della giustizia penale hanno valso a Jescheck una notorietà mondiale culminata nell'attribuzione di numerosi riconoscimenti quali le lauree ad honorem delle Università di Stoccolma, Tokio (Waseda), Seoul (Sun-Kyun-Kwan), Coimbra, Lima (San Martin de Porres) e la nomina a socio di prestigiose Accademie, quali l'Accademia Reale delle Scienze dei Paesi Bassi, di Norvegia e l'Accademia Internazionale per la comparazione giuridica.

- in Lingue e Letterature Straniere
, a WOLE SOYINKA; laudatio a cura del Prof. Paolo Bertinetti.

Motivazione:
per aver arricchito la lingua e la drammaturgia inglese con la ricchezza della cultura della sua etnia “yoruba” e con la genialità della sua invenzione drammatica.

Wole Soyinka
, drammaturgo, poeta e romanziere, premio Nobel per la letteratura nel 1986, è nato in Nigeria nel 1934; dopo aver studiato all’Università di Leeds e aver lavorato con il Royal Court Theatre, , Wole Soyinka tornò in Africa nel 1960.
In quello stesso anno, per le celebrazioni dell’indipendenza, scrisse il testo teatrale Dance of the Forests. Il suo teatro fonde riferimenti al teatro classico e contemporaneo europeo con le esperienze spettacolari e le ritualità africane, unisce il linguaggio alto della poesia con il parlato popolare, la musica e la danza con la parola, la maschera e il rito con il procedere dell’azione drammatica secondo i modi del teatro occidentale. Death and the King’s Horseman (1975) ne è forse l’esempio più alto; ma altrettanto convincente è anche un testo come Giants (1984), che gioca soprattutto su una dimensione ferocemente farsesca. Nella sua produzione letteraria non teatrale spiccano uno splendido libro autobiografico, Aké (1981), la sua formazione fra tradizione yoruba e modelli occidentali, e i romanzi The Interpreters (1965) e Season of Anomy (1973), scritto durante la guerra civile (Wole Soyinka restò due anni in carcere).

- in Fisica
, al PROF. ANTONINO ZICHICHI; laudatio a cura del Prof. Guido Piragino.

Motivazione:
per le scoperte fatte nello studio della struttura dei costituenti fondamentali e sulle forze fondamentali della natura e per aver avviato ad Erice i primi contatti tra URSS e USA.

Antonino Zichichi
, nasce il 15 ottobre del 1929 a Trapani. E’ professore di fisica superiore all’Università di Bologna e Presidente del WFS ( Federazione Mondiale degli Scienziati).
E’autore di studi e ricerche sulla struttura dei costituenti fondamentali della materia e sulle forze fondamentali della Natura. Ha pubblicato oltre 500 lavori scientifici, alcuni dei quali hanno aperto nuove vie nella Fisica subnucleare alle alte energie.Attualmente e’ impegnato in una serie di nuovi esperimenti (13): al CERN (Ginevra) dirige il programma LAA (14) e il progetto TOF dell’esperimento ALICE per LHC; al DESY (Amburgo) partecipa all’esperimento ZEUS di HERA; al Gran Sasso dirige l’esperimento LVD.
Nel corso della sua carriera Zichichi ha ricevuto premi e onorificenze onorarie da diversi Paesi, tra i quali Cina, Germania, Polonia, USA, Argentina, Romania, Georgia, Ucraina e Italia. E’ membro dell’Accademia Europea e della Pontificia Accademia delle Scienze. Ha fondato e dirige il Centro per la Cultura Scientifica Ettore Majorana, primo esempio di Università del terzo millennio, portando Erice a fama mondiale. E’ stato Presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, tra l’altro ideando e realizzando il Laboratorio del Gran Sasso; e’ stato Presidente della Societa’ Europea di Fisica; Presidente del Comitato della NATO per le tecnologie di disarmo (nucleare, chimico, batteriologico e convenzionale). Attualmente e’ Presidente del Centro Enrico Fermi di Roma. Presiede il Comitato per la riforma ed il potenziamento del sistema scientifico nazionale.

Lunedì 26 aprile, alle ore 15.00, presso l'Aula Magna del Rettorato (Via Po 17 - Via Verdi 8), il Rettore, Prof. Rinaldo Bertolino, conferirà le seguenti Lauree Honoris Causa:

- in Chimica
, al PROF. MICHAEL GRAETZEL; laudatio a cura del Prof. Ermanno Barni.

Motivazione
: per avere dato un notevole contributo a livello internazionale alle conoscenze della fotosensibilizzazione e sulla fotocatalisi finalizzate allo sfruttamento dell'energia solare secondo processi rispettosi dell'ambiente e a basso costo.

Michael Graetzel
, nato in Germania nel 1944, ha conseguito il Diploma degree in Chemistry (summa cum laude) presso la Free University of Berlin nel 1968. Nel 1971 alla Technical University of Berlin ottiene il Ph.D. in Physical Chemistry (summa cum laude) e nel 1976, sempre presso la Free University of Berlin, raggiunge l'Habilitation (Dr.habil.) and venia legendi in Physical Chemistry. Attualmente dirige un gruppo di ricerca a Losanna, all'Ecole Polytechnique Federal (EPFL), Institute of Molecular and Biological Chemistry (ICMB), Laboratory for Photonic and Interfaces.Da oltre 25 anni è in corso anche un'intensa collaborazione scientifica con i ricercatori dell'Università di Torino, in particolare con i gruppi dei Proff.ri Ermanno Barni ed Ezio Pelizzetti. Dal 1977 al 1981 è stato Associated Professor of Physical Chemistry, Institute of Physical Chemistry, Department of Chemistry, Swiss Federal Institute of Technology, Lausanne, Switzerland. Dal 1981 è Full Professor all'Institute of Physical Chemistry, Department of Chemistry, Swiss Federal Institute of Tecnology, Lausanne, Switzerland. Il Professor Greatzel è un chimico fortemente impegnato in settori interdisciplinari di ricerca, in particolare i suoi interessi riguardano: reazioni di trasferimento di elettroni e di energia in sistemi microeterogenei; sistemi per la conversione dell'energia solare che mimano la fotosintesi ; scissione dell'acqua in idrogeno ed ossigeno indotta dalla luce solare; dispositivi bioelettronici; fissazione di carbonio a bassa temperatura. Nel 2002 la Société Vaudoise de Sciences Naturelles lo ha nominato membro onorario e ha ottenuto l'IBC International Award in Supermolecular Chemistry and Technology. Nel 1996 la Faculty of Science, Uppsala, Sweden, gli conferisce la laurea honoris causa. Impressionante è la mole di articoli di ricerca (oltre 400) e articoli review (oltre 40) tutti comparsi su riviste di altissimo profilo scientifico. E' anche autore di 3 libri.

- in Medicina Veterinaria
, al PROF. WAYNE MCILWRAITH; laudatio a cura del Prof. Domenico Bergero.

Motivazione:
per le ricerche finalizzate al miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro dei cavalli.

Wayne Mcilwraith
, nato in Nuova Zelanda nel 1947, nella sua attività scientifica e clinica ha fornito u contributo importantissimo al progresso delle scienze veterinarie e in particolare nel settore della ippiatria. Ben 208 articoli scientifici pubblicati, oltre a 143 abstract, 9 libri di testo, 4 pubblicazioni scientifiche in qualità di editor, 28 capitoli di libri. Numerose le sue attività didattiche di tipo teorico e pratico presso scuole veterinarie di grande prestigio. Produzioni di supporto didattico, 390 partecipazioni a seminari, presentazione di lavori e di relazioni in convegni internazionali in tutto il mondo. Consegue nel 1970 il B. V. Sc. (Distinction) alla Massey University della Nuova Zelanda, nel 1977 il M.S., nel 1979 il Ph.D. e nel 2001 il D.Sc presso la Purdue University. Inoltre, nel 1979 si diploma presso l'American College of Vetenary Surgeon e nel 1994 presso l'European College of Veterinary Surgeons . A Londra, nel 1992, riceve il diploma di Fellowship of Royal College of Veterinary Surgeon per i suoi meritevoli contributi all'insegnamento e, infine, nel 1995 viene insignito della laurea honoris causa in qualità di Dr.med.vet presso l'Università di Vienna. 
Diplomato, presso lo American College of Veterinary Surgeons, 1979 e presso lo European College of Veterinary Surgeons, 1994.
Diplomato Professore di Chirurgia.
Direttore dell'unità Orthopaedic Research.

- in Medicina Veterinaria
, a DONNA ALLEGRA CARACCIOLO AGNELLI; laudatio a cura del Prof. Marzio Panichi.

Motivazione
: per l'attività svolta a favore della tutela del benessere degli animali.

Donna Allegra Caracciolo di Castagneto in Agnelli
, nata a Vigolzone (PC) nel 1945, si è costantemente e fattivamente dedicata a comprendere e valutare i problemi relativi al benessere animale. Oggi i concetti di benessere animale e di rispetto delle necessità degli animali hanno trovato un ampio riscontro ma, un paio di decenni fa, erano ben pochi coloro che si occupavano attivamente dei problemi che scaturivano dalla triade uomo/animale/ambiente. Tra questi si colloca certamente Donna Allegra e sono numerose le iniziative da lei intraprese a favore degli animali: ha costantemente offerto rifugio e protezione a tutti gli animali che necessitavano di cure; ha adottato tutti gli accorgimenti atti ad evitare sofferenze inutili agli animali; è stata sponsor della Sezione torinese dell'ENPA; ha contribuito tangibilmente alla ricerca nel settore veterinario finanziando l'acquisizione di un laser chirurgico per la Facoltà di Medicina Veterinaria di Torino. Inoltre la Sig.ra Allegra si è resa promotrice di un Comitato Cittadino per chiusura dello Zoo torinese, coagulando intorno a se numerose personalità di spicco, filosofi, giornalisti, politici (G. Vattimo, M. Agnelli, A. Bobbio, P. Levi, F. Grande Stevens, F. Camerana, S. Pinin Farina, e molti altri) e proponendo anche soluzioni alternative per soddisfare le aspettative culturali zoologiche dei cittadini torinesi. Nella veste di Presidente della fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, ha sempre sostenuto la necessità di limitare all'essenziale l'utilizzo di animali per la sperimentazione, e a questo proposito è stata firmataria di una convenzione tra l'IRCC di Candiolo e la Facoltà di Medicina Veterinaria per la creazione di un Centro di Oncologia Comparata, finalizzato allo studio clinico e sperimentale del cancro nell'animale e nell'uomo, allo scopo di riversare su entrambi i risultati della ricerca oncologica.

Lunedì 29 marzo, alle ore 15.00, presso l'Aula Magna del Rettorato
(Via Po 17 - Via Verdi 8), conferimento delle Lauree Honoris Causa:

- in Medicina e Chirurgia, al PROF. GIANNI BONADONNA; laudatio a cura del Prof. Luigi Dogliotti.

Motivazione: per gli altissimi meriti, universalmente riconosciuti, nella metodologia della ricerca clinica oncologica e nel trattamento chemioterapico dei linfomi nelle neoplasie mammarie.

Gianni Bonadonna, nato a Milano nel 1934, si è laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Milano nel 1959 e nel 1976 è stato nominato Direttore della Divisione di Oncologia Medica dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano. Nel 1972 disegnò una nuova combinazione di farmaci per la malattia di Hodgkin, nota come ABVD (adriamicina, bleomicina, vinblastina e decarbazina), che fu in grado di ottenere risultati terapeutici superiori a quelli ottenuti con la classica associazione MOPP (mecloretamina, vincristina, procarbazina e prednisone). Per queste ricerche ha ricevuto nel 2001 un premio dalla Lymphoma Research Foundation of America. Nel 1973 diede vita al primo studio clinico randomizzato per valutare l’efficacia della combinazione CMF (ciclofosfamide, methotrexate e fluorouracile) quale trattamento adiuvante nei carcinomi mammari ad alto rischio di ripresa di malattia, dimostrando come il CMF fosse in grado di ridurre significativamente il rischio di ripresa di malattia e di morte. Dal 1993 il dottor Bonadonna è Chairman del Gruppo di Studio Michelangelo per il trattamento multidisciplinare del carcinoma mammario. Dal 1999 è Presidente della “Fondazione Michelangelo”, organizzazione non lucrativa di utilità sociale per l’avanzamento dello studio e della cura dei tumori. Nello stesso anno è stato nominato Chair del Comitato di Studio Clinici Prospettici presso l’Istituto Nazionali Tumori di Milano. Ha ricevuto varie onorificienze, le ultime delle quali, il “1st St. Gallen Golden Cancer Award” e il “II Premio Internacional de Oncologìa Duque de Badajoz della Fundacion para la Investigacìon y la Formacìon en Oncologia”, nel 2003. E’ autore di oltre 550 pubblicazioni e coautore del trattato di Medicina Oncologica del quale, nel 2003, è stata pubblicata la settima edizione.

- in Psicologia, alla PROF.SSA ADA FONZI; laudatio a cura della Prof.ssa Silvia Bonino.

Motivazione: per la sua attività di ricerca che ha dato un contributo decisivo alla comprensione dei processi che mediano, lungo l’età evolutiva, lo sviluppo delle relazioni sociali positive con i coetanei.

Ada Fonzi, nata a Roma nel 1927, dopo la laurea in Lettere nel 1948, si trasferì a Torino, dove frequentò la prima Scuola italiana di perfezionamento in psico-pedagogia, conseguendo il relativo diploma nel 1952. Conseguita la libera docenza in Psicologia dell’Età Evolutiva nel 1958, ha insegnato nelle Università di Cagliari e Torino dal 1964 al 1968, ed è stata professore aggregato di Psicologia dell’Età Evolutiva presso l’Università di Torino dal 1968 al 1971, anno in cui ha ricoperto il ruolo di professore ordinario di Psicologia dello Sviluppo a Torino prima (dove ha diretto per cinque anni l’Istituto di Psicologia), e a Firenze dal 1978 ad oggi. In collaborazione con le Università di Roma, Napoli e Milano ha promosso la costituzione del “Centro Interuniversitario per la ricerca sulla genesi e lo sviluppo delle motivazioni prosociali e antisociali”, di cui è vicedirettrice nazionale nonché responsabile dell’unità di Firenze. La sua attività di ricerca si è incentrata sullo studio dei processi di socializzazione nel corso dello sviluppo, analizzando in particolare i processi interattivi tra coetanei e quelli attraverso cui si stabiliscono nel corso dello sviluppo rapporti di cooperazione e competizione. Dal 1994 ha lavorato alla progettazione e realizzazione di due nuclei di ricerca, uno sul fenomeno dell’amicizia tra coetanei e uno su quello del bullismo nella scuola dell’obbligo, finora mai affrontato nel nostro paese. Ada Fonzi è autrice di oltre 200 pubblicazioni scientifiche edite sul piano nazionale e internazionale, ed è stata coordinatrice e responsabile di numerosi progetti di ricerca finanziati dal MURST, dalla NATO, dalla Comunità Europea e da varie fondazioni statunitensi. Da oltre venticinque anni è direttrice della rivista Psicologia contemporanea.

- in Scienze politiche, al MAESTRO MICHELANGELO PISTOLETTO; laudatio a cura del Prof. Walter Santagata.

Motivazione: per aver posto i valori dell’arte contemporanea al centro di una trasformazione responsabile della società.

Michelangelo Pistoletto è nato a nel 1933 a Biella, dove ha fondato nel 1995 Cittadellarte- Fondazione Michelangelo Pistoletto. Dal 1991 al 1999 è stato professore all’Accademia di Belle Arti di Vienna. Nel 2003 ha ricevuto il Leone d’oro alla carriera della Biennale di Venezia. Numerose le mostre personali (tra le quali anche una a Torino, nel 2000, presso la GAM). E’ una delle più eminenti personalità dell’arte contemporanea. Le sue opere sono presenti nelle collezioni permanenti di tutti i più importanti Musei d’Arte Contemporanea del mondo. Animatore del movimento artistico dell’Arte Povera, giunse al successo internazionale negli Anni Sessanta. Pistoletto ha sviluppato negli ultimi anni una profonda riflessione sul rapporto Arte-Società: “L’arte è l’espressione più sensibile e integrale del pensiero ed è ora che l’artista prenda su di sé la responsabilità di porre in comunicazione ogni altra attività umana: dall’economia alla politica, dalla scienza alla religione, dall’educazione al comportamento.”. L’arte e la sua connotazione creativa sono svelate dall’opera di Pistoletto come fattori essenziali della conoscenza della società e dei suoi meccanismi costitutivi ed evolutivi. Gli Uffici di Cittadellarte sono per lui nuclei operativi dell’intero programma di ricerca e ciascuno di essi conduce la propria attività in uno specifico ambito della struttura sociale, ed opera per produrre segnali importanti di trasformazione sociale responsabile, come quello di usare la creatività artistica come fattore di valorizzazione delle differenze culturali ed economiche dei Paesi del Mediterraneo. La Laurea Honoris Causa in Scienze Politiche è in sé il riconoscimento di una dimensione nuova del modo di studiare e interpretare la società: l’arte non solo entra in comunicazione con le scienze sociali, ma ne propone una rilettura in chiave creativa e simbolica.

Venerdì 27 febbraio, alle ore 15.00, presso l'Aula Magna del Rettorato (Via Po 17 - Via Verdi 8), conferimento delle Lauree Honoris Causa:

- in Lingue e Letterature Straniere, al PROF. JANOS SANDOR PETOFI; laudatio a cura della Prof.ssa Carla Marello.

Motivazione: uno dei maggiori esponenti della teoria del testo, verbale e non verbale, sviluppata con la metodologia della filosofia del linguaggio, della semiotica e della linguistica.

Janos Sandor Petöfi, nato a Miskolc (Ungheria) nel 1931, dopo la laurea in Matematica e Fisica nel 1955 e quella in Lingua e letteratura tedesca nel 1961 a Debrecen (Ungheria), ha ottenuto nel 1971 il PhD e l’abilitazione in Linguistica generale all’Università di Umea (Svezia). Ha insegnato all’Università di Goteborg fino al 1971, all’Università di Costanza (Germania) nel 1972 ed è stato ordinario di Linguistica generale a Bielefeld (Germania) dal 1972 al 1989. Negli anni Settanta Petöfi ha cercato di sistematizzare per la prima volta le configurazioni fondamentali della multimedialità dal punto di vista paradigmatico e applicativo (analisi di opere letterarie, interpretazione di testi tecnici, insegnamento della lingua e pratica della traduzione), elaborando una teoria del testo nota come Testologia semiotica e dedicandosi a sviluppare i dettagli del programma sperimentale per i successivi trent’anni. Conosciuto internazionalmente come una delle figure di maggior spicco della Texttheorie di ambito tedesco, ha contribuito in modo determinante allo sviluppo degli studi di linguistica e teoria del testo in Italia. Doctor Honoris causa all’Università di Pecs (Ungheria) nel 1991 e Magister emeritus al Magistero Gyula Juhàsz di Szeged (Ungheria) nel 1993, dal 1989 è ordinario di Filosofia del linguaggio all’Università di Macerata. Ha inoltre diretto collane e antologie e organizzato conferenze e seminari di studi: ben nota è la sua collana Papiere zur Textlinguistik che, iniziata nel 1972, è arrivata al 65° volume. Dal 1977 cura per la casa editrice de Gruyter, Berlin la collana Research in text theory, che ha raggiunto oggi il 14° volume.

- in Fisica, al PROF. CARLO RUBBIA; laudatio a cura del Prof. Enrico Predazzi.

Motivazione: premio Nobel 1984 per la fisica ha fatto compiere passi fondamentali scientifici e tecnologici allo studio ed individuazione dei componenti ultimi della materia.

Carlo Rubbia, nato a Gorizia nel 1934, fu allievo della Scuola Normale di Pisa, dove si laureò con una tesi sperimentale sui raggi cosmici. Dopo una breve permanenza negli Stati Uniti presso la Columbia University, è tornato in Europa attratto dal neonato C.E.R.N. (Organizzazione europea per le ricerche nucleari), dove ha lavorato dal 1961 come senior physicist. Molti i suoi lavori importanti, primo fra tutti la collaborazione nel 1983 con altri cento fisici, che ha rivelato l’esistenza di tre bosoni vettori intermedi, confermando le predizioni della “teoria elettrodebole”. L’anno successivo, per tale scoperta, gli venne assegnato il Premio Nobel insieme a Simon van der Meer, che partecipò alla realizzazione dell’acceleratore protone-antiprotone. Professore alla Harvard University dal 1970 al 1988, Carlo Rubbia è membro di dieci istituzioni accademiche, ha ricevuto numerosi premi e Lauree H.C. in tutto il mondo, l’ultima delle quali presso l’Università di Padova nel 1992. Dal 1990 al 1993 ha ricoperto la carica di direttore generale del C.E.R.N.; nel 1994 ha assunto la direzione dell’International Center for Theoretical Phisycs di Trieste. L’attività più recente di Carlo Rubbia è rivolta al problema della produzione di energia mediante le nuove tecnologie; attualmente è Presidente dell’E.N.E.A., l’Ente per le Nuove tecnologie, l’Energia e l’Ambiente, e insegna Complementi di Fisica superiore presso l’Università di Pavia.

- in Chimica, a SIR JOHN MEURIG THOMAS; laudatio a cura del Prof. Salvatore Coluccia.

Motivazione: ha dato contributi fondamentali allo sviluppo della catalisi e della chimica dello stato solido e dei materiali. Il suo impegno nella divulgazione scientifica prosegue la tradizione di Faraday alla Royal Institution.

Sir John Meurig Thomas, nato nel 1932 in Galles e laureatosi all’Università del Galles nel 1954, ha completato il suo Phd all’Università di Londra. E’ stato professore e direttore del Dipartimento di Chimica all’Università del Galles (1969-1978) e poi all’Università di Cambridge (1978-1986). Nel 1986 è stato direttore del laboratorio di ricerca “Davy Faraday” presso la Royal Institution. Ha continuato qui la sua attività di professore alla guida di un gruppo di studio su progettazione, sintesi, caratterizzazione e proprietà di catalizzatori inorganici. Nel 1991 è stato nominato Pro-rettore all’Università Federale del Galles. Nello stesso anno la Regina d’Inghilterra lo ha insignito della carica di Cavaliere per la sua attività scientifica in campo chimico e per l’ampia divulgazione della scienza a livello popolare. Nella sua carriera ha infatti profuso notevoli sforzi per rendere la scienza più popolare tra giovani e adulti attraverso numerose dimostrazioni-lezioni e conferenze alla radio, alla televisione e nella Galleria Nazionale dei Ritratti di Londra. Professore emerito di Chimica dello Stato Solido all’Università di Cambridge ed ex direttore del Peterhouse (1993-2002), il più antico college di Cambridge, Sir Thomas ha ricevuto numerosi premi e Lauree H.C. da moltissime università in Gran Bretagna, Canada, Egitto, Francia, Olanda e Spagna. Nel 1995 il suo nome è stato assegnato ad un nuovo minerale, la meurigite, in riconoscimento del suo contributo nel settore geochimico. Membro onorario di tredici istituzioni accademiche, è internazionalmente conosciuto come uno dei massimi esperti in catalisi e chimica dello stato solido e dei materiali ed è autore di più di 900 pubblicazioni e di dodici brevetti.

Martedì 10 febbraio, alle ore 15.00, presso l'Aula Magna dell'Università degli Studi di Torino (Via Po 17 - Via Verdi 8) conferimento Lauree Honoris Causa:

- in Giurisprudenza, alla memoria del PROF. CARLO CASALEGNO; laudatio a cura del Prof. Roberto Weigmann, Lezione Magistrale del Prof. Giovanni Conso.

Motivazione: per la ferma tutela dei valori della convivenza civile e della legalità repubblicana.

Carlo Casalegno, nato nel 1916 e laureatosi in lettere a Torino, era professore di italiano e latino al liceo classico di Casale Monferrato quando, in seguito all'occupazione tedesca e alla costituzione della RSI, entrò in clandestinità per partecipare alla lotta di resistenza nella formazione di Giustizia e Libertà. Assunto poi alla Stampa, vi rimase trent'anni fino ad assumerne la carica di vice-direttore. Il 16 novembre 1977 gli fu teso dalle Brigate Rosse un agguato nel portone della sua abitazione, che ne provocò la morte il 29 dello stesso mese. Tra le sue pubblicazioni si ricordano il volume sulla Regina Margherita, cui avrebbe dovuto seguire quello su Pio IX, ma soprattutto "Il nostro Stato", la raccolta dei suoi articoli più significativi, uscito postumo nel 1978.

- in Scienze Strategiche, al DOTT. STAFFAN DE MISTURA; laudatio a cura del Prof. Luigi Bonanate.

Motivazione: per i suoi alti meriti, acquisiti nelle attività umanitarie e di promozione della pace; per la sua azione a favore della convivenza fra le genti e le diverse religioni; per la costante mediazione nei conflitti del Medio Oriente.

Staffan de Mistura, nato a Stoccolma nel 1947, dopo la laurea a Roma in Scienze Politiche e Sviluppo Economico, ha seguito corsi nel campo delle relazioni internazionali e della logistica. La sua carriera si è svolta tutta all'interno delle Organizzazioni Internazionali, in particolare dell'O.N.U. Tra il 1970 e il 1987 si è occupato dei problemi legati alla F.A.O. e in genere delle questioni umanitarie dei paesi dell'Africa Centrale e Settentrionale. Fra il 1988 e il 1993 ha seguito le politiche umanitarie del Segretariato generale connesse con la crisi del Golfo, dell'Afghanistan, in Albania, in Iraq, in Bosnia, Croazia e Somalia. Fra il 1991 e il 1997 ha ricoperto incarichi direttivi anche all'interno dell'U.N.I.C.E.F. Nel novembre del 1998 ha tenuto presso la L.U.I.S.S. di Roma quale visiting professor un corso in Storia e Tecniche della Negoziazione Internazionale. Nel 98-99 ha seguito le missioni in Kossovo; dal 97 alla fine del 2000 è stato direttore del Centro Informazioni dell'O.N.U. di Roma e rappresentante dell'O.N.U. per l'Italia, Malta, Santa Sede e San Marino e le agenzie dell'O.N.U. a Roma. Da gennaio 2001 è rappresentante personale del Segretario Generale dell'O.N.U. nel sud del Libano e nel contesto della complessa questione del Medio Oriente. Nominato nel 2002 Alto Commissario della Croce Rossa Italiana, non potè accettare l'incarico a causa degli impegni in Medio Oriente Il giorno successivo, mercoledì 11, alle ore 9.30, presso la Scuola di Applicazione in via dell'Arsenale 22, il Dott. Staffan De Mistura terrà il seminario "Tecniche negoziali e strategie di peace-keeping", diretto dal Prof. Luigi Bonanate e dal Colonnello Dott. Fausto Macor